Il legno-arredo si rafforza, ma le certezze rimangono poche…

La situazione non cambia poi molto: le cose continuano ad andare bene, ma si vive con la paura che all’orizzonte le nubi che si addensano si trasformino in vere e proprie tempeste invece che lasciare posto al sole.

Ecco, in estrema sintesi, come potrebbe essere riassunto quanto è emerso dall’ultima assemblea di Federlegno-Arredo, durante la quale – come tradizione – sono stati aggiornati i dati del settore.
Il 2007 si è chiuso piuttosto bene (vedi tabella 1), registrando i tassi più alti degli ultimi sei anni. Un andamento che è indubbiamente una conferma di un buon 2006 e che testimonia la profonda trasformazione strutturale che il sistema produttivo del legno-arredamento ha saputo attuare per far fronte ai cambiamenti radicali dello scenario di riferimento.
Nel complesso la crescita è stata del 4,5 per cento, grazie all’andamento di un mercato interno che, arrivando a circa 33,5 miliardi di euro, ha fatto registrare un aumento del 4 per cento. A questo dato si è aggiunto il forte incremento delle esportazioni (più 8,4 per cento, 13,7 miliardi di euro complessivi), ovvero un terzo dell’intera produzione (il 34,5 per cento, per la precisione).
Non c’è bisogno di ricordare quanto l’Italia contribuisca ai flussi delle esportazioni mondiali di mobili, basti pensare che nel 2006 il sistema legno-arredamento deteneva circa il 9 per cento del mercato mondiale e circa il 12 per cento dell’Europa a 25 Paesi.
 
I dati, dunque, inducono a un certo ottimismo, ma è indubbio che anche da queste parti il serpente stia cambiando la pelle: se da una parte ci sono importanti comparti in ripresa, ce ne sono altri in difficoltà, aree che non sono riuscite a “ristrutturarsi”, imprese che non sanno come affrontare una competizione sempre più serrata.
I dati Istat relativi al commercio estero elaborati dal Centro studi Cosmit/Federlegno-Arredo parlano chiaro: le esportazioni vanno molto bene (complessivamente più 8 per cento in valore e 6 per cento in volume) in quasi tutti i Paesi (soprattutto emergenti), ma i tassi di crescita della seconda parte del 2007 non sono così brillanti come quelli dei primi otto mesi.
Molto bene la Russia (più 18 per cento di mobili e arredi “made in Italy”) e la Grecia (più 18 per cento). Eccellente la domanda di Ucraina (più 31 per cento) e dagli Emirati Arabi (più 38 per cento); bene anche Francia (più 7 per cento), Germania (più 2 per cento) e Regno Unito (più 6 per cento, i primi tre Paesi della classifica dei nostri migliori clienti. Gli Usa, invece, continuano il trend negativo con una ulteriore diminuzione delle nostre esportazioni del 2 per cento. Ma l’andamento del cambio dollaro/euro non lasciava certo intravedere migliori possibilità…
 
Indubbiamente la mancanza della risorsa legno incide pesantemente sui nostri bilanci. Se potessimo far finta che le importazioni di legno non esistessero, il saldo commerciale dell’intero settore raggiungerebbe gli 8,5 miliardi di euro, ossia di poco inferiore a quanto viene realizzato dal sempre “ben messo” settore arredamento. Nel 2007, infatti, il saldo commerciale del settore arredamento ha raggiunto i 9,3 miliardi di euro grazie al forte incremento delle esportazioni, pari all’8 per cento, che hanno portato il fatturato a 24 miliardi di euro (più 3,9 per cento rispetto al 2006, tabella 2).
Per quanto anche nell’arredamento ci sia qualche motivo di “attenzione al futuro”. Come ha commentato Roberto Snaidero, presidente uscente di Federelgno-Arredo, “… le imprese stanno modificando il loro sistema competitivo: le logiche strettamente produttive, orientate quasi esclusivamente a garantire la qualità del prodotto, hanno lasciato il posto a una strategia integrata, che unisce la qualità del prodotto con gli investimenti nella distribuzione e nel marchio. E’ certamente cambiato l’atteggiamento: mentre prima si guardava ai mercati lontani con timore, oggi si cerca di intercettare la domanda dove cresce di più, si cerca cioè di cogliere velocemente le opportunità che ci offre un mercato sempre più competitivo. Questo però richiede logiche produttive e commerciali diverse dal passato e quindi una profonda revisione delle procedure aziendali”.
Una delle trasformazioni più significative è stata quella del contract”, ha precisato Snaidero. “In Russia, negli Emirati Arabi, ma anche in Cina e in India le nostre aziende stanno sfruttando le opportunità di una rapida crescita economica e dei loro forti investiemnti sia nell’edilizia residenziale che commerciale e alberghiera. Mercati che stanno crescendo a due cifre, ma richiedono approcci molto diversi dal passato”.
 
E a monte della filiera? Anche qui (vedi tabella 3) la competizione internazionale si è fatta ancora più agguerrita. Il fatturato è cresciuto (più 5,3 per cento) attestandosi a quota 16 miliardi di euro, grazie alla crescita del mercato italiano (5,3 per cento) che assorbe il 90 per cento dell’offerta, per un valore complessivo di oltre 19 miliardi di euro. Eppure le imprese italiane non hanno tolto il piede dall’acceleratore nemmeno per le esportazioni, riuscendo a portare a casa una crescita dell’11,3 per cento nonostante la presenza di competitors in grado di proporre prezzi estremamente concorrenziali. Una crescita, dunque, che testimonia la tenacia e le capacità dlela nostra imprenditoria.
Superfluo (probabilmente) dire che l’edilizia è stato ancora una volta il comparto più in forma, anche se da più parti si segnala oramai una battuta di arresto.
Una apparente contraddizione che viene spiegata da nuovi prodotti, legati alle tematiche del risparmio energetico e della edilizia “eco-compatibile”, che sempre più imprese mettono in campo e con i quali si aprono nuove opportunità in tutto il mondo.
 
IL FUTURO PROSSIMO VENTURO
Segnali contrastanti anche per l’anno in corso: nei primi mesi del 2008 il settore ha continuato la sua crescita, ma in modo più lento e con qualche disparità fra i diversi comparti. L’indagine congiunturale del Centro studi Cosmit/Federlegno-Arredo rivela che nei primi tre mesi dell’anno il fatturato è comunque aumentato dell’1,6 per cento. Positivi anche i dati Istat sul commercio estero del legno-mobile, che indicano – sempre per il primo trimestre – un tasso di crescita positivo (più 4 per cento), grazie soprattutto ai mercati extra-Europei.
Secondo l’indagine effettuata fra gli imprenditori le aspettative per i prossimi mesi paiono più rosee per il settore arredamento, mentre il mondo del legno si è dichiarato decisamente più pessimista. “Anche in questo caso, però, prevalgono opinioni differenziate tra comparti e tra i diversi mercati”, ha commentato Roberto Snaidero. “Se volessimo sintetizzare il discorso potremmo dire che il settore nel suo insieme ha delle aspettative favorevoli per i prossimi mesi, ma si tratta però di uno scenario in continua evoluzione, anche in riferimento a quanto avviene sui mercati mondiali”. (l.r.)
 
 
  Tabella 1 – Sistema legno-arredamento
  (Valori in milioni di euro a prezzi correnti)
 
2006
var. % 06/05
2007
var. % 07/06
Fatturato alla produzione (a)
38.070 €
3,0%
39.768 €
4,5%
Esportazioni (b)
12.653 €
5,8%
13.714 €
8,4%
Importazioni (c)
6.820 €
13,3%
7.475 €
9,6%
Saldo (b – c)
5.834 €
-1,8%
6.239 €
6,9%
Consumo interno apparente (a-b+c)
32.236 €
3,9%
33.529 €
4,0%
Export/fatturato (% b/a)
33,2%
 
34,5%
 
Addetti
409.826
0,0%
410.876
0,3%
Imprese
79.344
-2,1%
77.471
-2,4%
  Fonte: Centro studi Cosmit/Federlegno-Arredo.
 
 
   Tabella 2 -Macro-settore arredamento
    (Valori in milioni di euro a prezzi correnti)
 
2006
2007
var. % 07/06
Fatturato alla produzione (a)
22.809 €
23.693 €
3,9%
Esportazioni (b)
11.162 €
12.054 €
8,0%
Importazioni (c)
2.406 €
2.735 €
13,7%
Saldo (b – c)
8.756 €
9.319 €
6,4%
Consumo interno apparente (a-b+c)
14.053 €
14.374 €
2,3%
Export/fatturato (% b/a)
48,9%
50,9%
 
Addetti
231.160
231.853
0,3%
Imprese
35.333
34.429
-2,6%
    Fonte: Centro studi Cosmit/Federlegno-Arredo.
 
 
    Tabella 3 – Macro-settore Legno e prodotti in legno
    (Valori in milioni di euro a prezzi correnti)
 
2006
2007
var. % 07/06
Fatturato alla produzione (a)
15.260 €
16.076 €
5,3%
Esportazioni (b)
1.492 €
1.660 €
11,3%
Importazioni (c)
4.414 €
4.740 €
7,4%
Saldo (b – c)
-2.923 €
-3.080 €
-5,4%
Consumo interno apparente (a-b+c)
18.183 €
19.156 €
5,3%
Export/fatturato (% b/a)
9,8%
10,3%
5,7%
Addetti
178.666
179.023
0,2%
Imprese
44.010
43.042
-2,2%
     Fonte: Centro studi Cosmit/Federlegno-Arredo.
 
 
Il legno-arredo si rafforza, ma le certezze rimangono poche… ultima modifica: 2008-07-14T00:00:00+00:00 da admin