Per tre giorni, dal 22 al 24 aprile scorso, operatori da tutto il mondo hanno visitato gli stand dei 514 espositori presenti a Karlsruhe in occasione della quindicesima edizione di Resale 2009, fiera internazionale di macchine e impianti usati. Secondo quanto diffuso dagli organizzatori, con 9.187 visitatori da 112 Paesi, il salone si è fermato appena al di sotto del risultato record dello scorso anno. Hanno inciso soprattutto le gravi difficoltà economiche di alcuni Paesi dell’Europa orientale, tradizionale bacino di visitatori per Resale. Dall’Ucraina, ad esempio, sono giunti molti meno operatori rispetto al 2008. Tenendo conto delle turbolenze a livello mondiale, dunque, il risultato dell’affluenza può essere considerato molto buono. Circa il 65 per cento dei visitatori è giunto dall’estero e quasi il 70 per cento ha già acquistato un macchinario o invierà una conferma d’ordine subito dopo la fiera. Le aspettative degli espositori, quindi, sono state ampiamente superate in tutti i comparti. Le aziende presenti hanno confermato di aver avuto un buon riscontro commerciale e di aver incontrato un pubblico estremamente qualificato. Molti espositori contano di concludere accordi significativi grazie ai contatti attivati a Resale.
“Il settore delle macchine usate è un elemento di stabilità nei momenti di crisi e contrazione economica“, sottolinea Jens Nagel, direttore generale della Bdex, l’associazione tedesca dell’export con sede a Berlino. “Mentre molti settori registrano gravi perdite, infatti, la domanda di usato rimane su livelli normali“. Resale 2009 è stata una fiera vivace e dinamica, secondo il giudizio di Nagel. “Abbiamo riscontrato un grande bisogno di informazioni, soprattutto per quanto riguarda le possibilità di finanziamento,” aggiunge Nagel per evidenziare come la stretta sul credito abbia ridotto la disponibilità economica degli acquirenti. In ogni caso la domanda di macchine usate è stabile: allo stand della Bdex sono giunte numerose richiesta dall’Africa occidentale, dall’Asia centrale, dal Vicino e dal Medio Oriente. “Da quest’ultima regione arriva una forte domanda di attrezzature per la costruzione di infrastrutture,”segnala Nagel. “In Iraq, ad esempio, sono in corso moltissimi progetti“.