Acimall Outlook: alcune precisazioni

Come ogni anno nel numero di gennaio febbraio delle nostre riviste offriamo ai lettori uno strumento importante, ovvero uno spaccato della nostra filiera. Stiamo parlando delle classifiche dei comparti che riteniamo più rappresentativi, una analisi comparata dei bilanci delle aziende che ci permette di stilare una classifica dei reali protagonisti e di indicare ai mercati una serie di elementi e di valori che riteniamo particolarmente significativi.
Fino all’edizione del gennaio 2011 – dunque riferita ai bilanci 2009 – ci siamo affidati a una realtà esterna, Databank, alla quale abbiamo commissionato il lavoro. Una collaborazione indubbiamente proficua, che ha permesso alle nostre testate di confermare non solo la propria autorevolezza, ma l’impegno concreto per dare un servizio forte e puntuale ai propri lettori.
Da quest’anno invece, sul numero scorso di Xylon abbiamo deciso di fare tutto in casa, approfittando della competenza e della esperienza del nostro Ufficio studi. Acimall – l’associazione confindustriale che raccoglie i costruttori italiani di tecnologie per il legno e che, attraverso la propria srl Cepra, organizza Xylexpo ed edita Xylon e Italianwoodtech – può contare su un efficace ed efficiente pool di persone che si occupano di analizzare dati e mercati, a servizio degli associati.
Questa volta ne abbiamo approfittato anche noi di Xylon, verificando la possibilità di elaborare all’interno di Acimall le classifiche del nostro primo “outlook”.
Un lavoro che definiamo ben fatto senza tema di smentita, il cui merito è senz’altro da ascrivere al paziente e attento lavoro di Carlo Alberto Strada, che firma in prima persona gli elaborati.

Ma è indubbiamente inevitabile che un lavoro di tale portata non solo sia incorso in qualche errore (per essere sinceri imputabile più a qualche “svista” all’interno dei numeri fornitici dalla banca dati a cui ci siamo rivolti più che al nostro lavoro), ma abbia dato l’opportunità a qualche operatore di farci conoscere la sua opinione, le sue perplessità, il suo disaccordo.
Vogliamo innanzitutto precisare che queste segnalazioni sono state di gran lunga inferiori rispetto al passato, cosa che ci conforta sulla validità di avere scelto di realizzare direttamente questa analisi, aggiungendo ai dati oggettivi tutta la nostra esperienza e la conoscenza della filiera. Ma qualche sbaglio, qualche disaccordo c’è ed è per noi motivo di orgoglio proporvelo in queste pagine, accompagnati da una nuova versione della tabella a noi più vicina (quella legata alla produzione di tecnologie per il legno) nella quale sono state apportate le correzioni che abbiamo ritenuto opportune.
Ma ecco i rilievi che ci sono stati segnalati e di cui ringraziamo ancora una volta gli autori.

 

WORKING PROCESS
La segnalazione di gran lunga più “impegnativa” ci viene dalla Working Process (www.working-process.com) di Settima di Gossolengo, in provincia di Piacenza, che manifesta un forte disaccordo sulla metodologia di analisi della nostra classifica. Stefano Schegginetti, contitolare dell’impresa, lamenta
che l’ordine delle imprese non sia stato stabilito con l’indicatore che più di altri può rendere conto della effettiva dimensione aziendale, ovvero il valore della produzione.
Il criterio da noi adottato – i ricavi delle vendite – non sarebbe “obbiettivo”, esaustivo. Non darebbe al lettore, in altre parole, la possibilità di percepire quale sia l’effettivo “peso” di una impresa: in questo senso il fatturato sarebbe un dato assolutamente inadeguato. Più in particolare: nel 2010 Working Process ha realizzato ricavi delle vendite pari a 7,935 milioni di euro, a fronte di 9,592 milioni di euro di valore della produzione.
Bisogna altresì precisare che l’articolo redatto da Databank nel numero 1 di Xylon del 2011 ha riportato un dato errato relativo ai ricavi delle vendite 2009: in quella graduatoria il valore associato a Working Process è stato di 10,511 milioni di euro; dal Bilancio 2009 il valore corretto dei ricavi delle vendite è stato 12,415 milioni di euro.
Detto questo assicuriamo al dottor Schegginetti e a tutti i lettori che questa valutazione sarà presa in attenta considerazione per il futuro, anche se ci permettiamo di osservare che il documento di sintesi Bureau Van Dijk – la società che raccoglie i bilanci a cui Acimall si rivolge, attraverso Federmacchine,
come propria fonte – evidenzia quale primo indicatore aziendale i ricavi delle vendite, uno “standard”
che abbiamo seguito e che ci pare essere il più utilizzato in molte sedi, anche da centri studi e testate ben più importanti e diffuse della nostra e per settori industriali decisamente più “pesanti”.
SCM GROUP
Una segnalazione ci arriva da Scm Group di Rimini (www.scmgroup.com). I dati che presentiamo nella nostra analisi sono estratti dal bilancio non consolidato delle singole aziende. Il bilancio consolidato, peraltro, evidenzia la consistenza patrimoniale e l’andamento economico di un insieme di società controllate da una società capogruppo che lo redige.
Per completezza di informazione riportiamo che Scm Group (dunque tutti i “marchi” acquisiti alla data di presentazione dei bilanci) nel 2010 ha realizzato i seguenti ricavi delle vendite: dato consolidato 414,962 milioni di euro, dato non consolidato, per la sola Scm, pari a 265,221 milioni di euro.
MAGGI ENGINEERING E PUTSCH-MENICONI
Nella classifica pubblicata nel numero precedente sono state omesse erroneamente le aziende Maggi Engineering e Putsch-Meniconi.
Vediamone i motivi: per quanto riguarda i dati inerenti a Maggi Engineering (www.maggi-engineering.com) abbiamo verificato che il motivo è da ricercare nella assenza dei bilanci dell’azienda dalla banca dati Aida. Nella classifica che vi riproponiamo in queste pagine abbiamo riportato i dati da bilancio fornitici direttamente dalla azienda stessa.
Per quanto riguarda la Putsch-Meniconi (www.putschmeniconi.com) di Poggibonsi, in provincia di Siena, il motivo è da ricercare nel fatto che la stessa è identificata all’interno del database da noi utilizzato con il codice Ateco 289300: “Fabbricazione di macchine per l’industria alimentare, delle bevande e del tabacco (incluse parti e accessori)”, per cui è rimasta “esclusa” dalla nostra rilevazione senza che ce ne accorgessimo. Ora la trovate in 34posizione.
 
PAGANONI IMPORTLEGNO
Venendo alle altre classifiche che abbiamo riportato sul numero di gennaio-febbraio di Xylon segnaliamo che la Paganoni Importlegno (www.paganoniimportlegno.it) a noi risulta identificata con il codice Ateco 161000 (“Taglio e piallatura del legno”), mentre ci viene segnalato che l’attività prevalente è identificabile nella categoria: “Legno e mobile: commercializzazione”.
In base a questa osservazione precisiamo che la Paganoni Importlegno vanta un fatturato netto di 28,322 milioni di euro, che la pone all’ottavo posto della classifica del comparto.
“FARE FIERA” PER LA PROSSIMA XYLEXPO
 
Si è svolta presso la sede Acimall (Assago, Milano) la seconda edizione del corso rivolto agli espositori della prossima Xylexpo su come organizzare al meglio la partecipazione fieristica.
Il seminario, dal titolo “Fare fiera, cosa fare, cosa non fare”, ha permesso ai partecipanti di confrontarsi sulle problematiche che riguardano argomenti di grande rilevanza quando si tratta di partecipare a un evento fieristico, quali la comunicazione prima della manifestazione, l’organizzazione tecnica e logistica dello stand e la valutazione dei risultati ottenuti durante la rassegna.
Il corso è stato tenuto da Alberto Biffi, docente di statistica presso l’Università Bocconi di Milano, e da Massimo Foletti, esperto di marketing e comunicazione.
L’incontro è stato improntato a uno scambio continuo di informazioni e di osservazioni, una modalità fortemente “interattiva” che ha consentito ai partecipanti di trarre informazioni utili in vista dell’oramai imminente biennale milanese, in programma dall’8 al 12 maggio di quest’anno.
 
 
Acimall Outlook: alcune precisazioni ultima modifica: 2012-03-15T00:00:00+00:00 da admin