Rubner chiude il 2024 a quota 400 milioni di euro

Rubner, l’holding altoatesina leader nell’edilizia in legno, si appresta a chiudere il bilancio consolidato 2024 a quota 400 milioni, in crescita rispetto all’anno precedente (385mln). Intanto, procedono la ristrutturazione della sede di Chienes e la digitalizzazione dei processi produttivi di Rubner Türen, specializzata in portoni e porte per interni ed esterni, per cui il Gruppo ha impegnato un investimento di 25 mln di euro.

L’industria del legno insieme all’edilizia residenziale e commerciale continuano a guidare il business. Abbiamo registrato una riduzione delle richieste del cliente privato preoccupato delle incertezze economiche, compensata dalla tenuta delle opere pubbliche, in particolare dall’edilizia scolastica, e dalla crescita del segmento commerciale dove sempre più imprese scelgono di costruire in legno– sottolinea Peter Rubner, presidente del Gruppo Rubner.

QUASI 100 ANNI DI GRUPPO RUBNER

Tutto è nato da una grande passione per il legno, quella che ha spinto Josef Rubner ad aprire nel 1926 la sua prima segheria in Alto Adige. Da allora, molte cose sono cambiate: nel 1964 l’azienda ha avviato la produzione di porte e due anni dopo, quella di case in legno. Poi, nel 1974 con la costituzione di Rubner Grandi Strutture in legno, per la prima volta in Italia viene portata la produzione di legno lamellare il cui know-how la società ha contribuito a far evolvere e consolidare anche nel nostro Paese, posizionandosi tra le aziende leader a livello europeo.

Più di 90 anni dopo, con un organico di oltre 1.400 dipendenti, 18 stabilimenti tra Italia, Austria, Germania e Francia, il Gruppo Rubner rappresenta una realtà unica, pioniera nella sostenibilità e leader nel settore legno. Una realtà, a conduzione familiare – oggi alla quarta generazione – ma dalla vocazione internazionale, che presidia tutta la filiera del legno: dalla produzione di segati, semilavorati in abete e pannelli in legno massiccio, a quella di porte e finestre, case, fino alle grandi opere architettoniche.

Il presidio di tutta la filiera produttiva è la caratteristica che contraddistingue il Gruppo sul mercato e che permette a Rubner non solo di essere autosufficiente e di offrire al committente un unico interlocutore capace di affiancarlo dalla progettazione all’esecuzione, ma anche di assicurare al cliente tempi certi di consegna e soprattutto costi fissi, tra i vantaggi più importanti che l’edilizia in legno promette rispetto all’edilizia tradizionale.

L’altra caratteristica è l’aver puntato sul segmento premium con offerte di soluzioni tecnologiche di alto livello che consentono di andare incontro alle richieste particolarissime di architetti e committenti.

La scelta di posizionarci su un livello premium, altamente customizzato, certificato e supportato da un servizio che va dalla consulenza al montaggio, continua a premiarci – aggiunge Peter Rubner Anche sul segmento porte, dove Rubner Türen si attesta su numeri che potrebbero apparire contenuti, circa 20mila porte e 3000 portoncini l’anno in legno massiccio, laddove però il prezzo  medio è di 1300 euro contro il prezzo  medio di una porta industriale in laminato di 300 euro.

INNOVAZIONE COME LEVA COMPETITIVA

Tra le principali leve strategiche del Gruppo, l’innovazione ha portato quest’anno a un doppio traguardo: la realizzazione di un macchinario per digitalizzare la riparazione dei nodi cadenti o marci. Con l’obiettivo di risolvere l’alta complessità e l’intenso impegno umano di un processo che finora era stato manuale, Nordpan, la società del Gruppo Rubner specializzata in pannelli in legno massiccio, ha attivato il proprio dipartimento innovativo. E‘ così che un team di 35 persone ha progettato internamente il macchinario e il software, automatizzando il processo e velocizzando notevolmente la produzione.

Il secondo importante risultato è lo sviluppo di un brevetto con focus sui collegamenti strutturali tra legno e calcestruzzo, coerentemente con la filosofia del Gruppo che vede nel legno il materiale da prediligere affiancandolo a un mix intelligente di altri materiali come calcestruzzo, acciaio, vetro, etc.

Il legnoconferma Peter Rubnerè sicuramente la soluzione migliore quando si parla di sostenibilità, ma va usato con sapienza: nell’ambiente di lavoro o nell’ambiente dell’abitare non c’è materiale più adatto del legno, mentre per esempio, è inutile pensare al legno quando si tratta di spazi sotterranei dove il calcestruzzo e il cemento armato possono fare la loro parte.”

LA SOSTENIBILITÀ NEL DNA

L’edilizia in legno ricopre un ruolo centrale per raggiungere l’obiettivo di neutralità delle emissioni di carbonio entro il 2050 e il Gruppo Rubner, con un’esperienza e un know how centenari, può contribuire attivamente.

Naturale, rinnovabile e capace di stoccare il carbonio, il legno è il materiale da costruzione ideale per le città del futuro. Nel suo percorso di sostenibilità, Gruppo Rubner cerca di ottimizzare al massimo l’uso della materia prima legno e di affiancarla ad altri materiali sani e sicuri per l’ambiente, come il sughero e la fibra di legno utilizzati come isolanti, e le vernici a base d’acqua per le porte.

Tutte le aziende del Gruppo utilizzano poi i sottoprodotti del legno, generati durante i processi produttivi, per coprire il loro fabbisogno di riscaldamento interno, mentre il restante fabbisogno annuale di energia elettrica è, attualmente, coperto da impianti fotovoltaici appositamente installati e alimenta i processi produttivi.

Cerchiamo di usare anche lo scarto in maniera intelligente, principalmente per generare calore, e continuiamo a investire tanto nel fotovoltaico con l’obiettivo di raggiungere l’autosufficienza energetica” – conclude Peter Rubner.

Rubner chiude il 2024 a quota 400 milioni di euro ultima modifica: 2025-02-26T12:44:10+00:00 da Francesco Inverso